Urban Experience non si mette solo in cammino, lascia le tracce e gli dà forma. E’ così che è nato il geoblog, nel 2006 per le Olimpiadi invernali di Torino, chiaato prima glocalmap, come ricorda un lemma Treccani. Subito dopo, nel gennaio 2007 per le Universiadi, si mise a punto l’uso del mobtag (oggi conosciuto da tutti come qr code) per linkare le mappe e poi, nel 2009 per il progetto Europedia sui 50 anni dell’Unione Europea. per poter ascoltare dal web le voci dei Padri Fondatori.
Da allora, da vent’anni, si continua ad ascoltare le voci dai territori in una sorta di Radio che Cammina, dandogli una forma ancora più performante e coinvolgente con i podcast georeferenziati nella mappa interattiva in un’attività estrattiva che distilla dalle registrazioni brade dei walkabout gli audioclip editati dal performing mediamaker Roberto De Luca.
L’attività di geopodcast ha fatto un salto di qualità con il progetto Paesaggi Umani di Roma Plurale. Performing Media Storytelling per la Memoria Rigenerativa che ha avuto un particolare orientamento a Roma Sud-Est, il quadrante più “denso” della città, di cui è stata epicentro Villa Fiorelli, vero campo base della raccolta di testimonianze sulla memoria del territorio (con focus sui bombardamenti del 1943). Quel parco ha accolto molte conversazioni peripatetiche in walkabout tematici come quelli sulle Pratiche del Narrare di cui è massimo protagonista Marco Baliani, lucidissimo nel brainstorming a Villa Fiorelli come nell’evocazione della nonna piemontese maestra di narrazione magica.
Emblematiche le voci che rivelano gli stati d’animo durante i bombardamenti, in quei tempi bui del 1943, come quella di Aldo che cercava rifugio tra i fornici dell’Acquedotto Felice lungo il Mandrione, Gianfranco che scappò sotto le bombe a cercare il cappone che non si trovava, Nedo che ricorda il rifugio antiaereo nel lotto del suo condominio, Marisa che c’inquieta sul pericolo dello spezzonamento. O Maurizio che ricostruendo la storia del comprensorio abitativo della Cooperativa Tramvieri inaugurato nel 1914 dal sindaco Nathan, un luogo esemplare di particolar valenza civica che rivendica la sua memoria, in particolare quella dei bombardamenti subiti nell’agosto del 1943, fa emergere la storia della “gendarmeria fascista occulta”.
Il Performing Media, sorto dall’interazione tra performance e nuovi media, sta diventando un nuovo canone espressivo che attraversa le politiche e le poetiche delle reti per coniare format d’innovazione culturale come i walkabout e i geopodcast, tesi ad interpretare le peculiarità dei territori. Il nodo è nell’ associare i processi di riqualificazione urbana con quelli di una rigenerazione umana che investa più generazioni, attraverso azioni basate sull’audience engagement e il passaggio da testimonianza a edizione web dei geopodcast perché si attui Memoria rigenerativa.

